Parto prematuro, il 17 novembre informazioni e visite gratuite

Una notizia interessante per le future mamme. L’abbiamo trovata su Bussolasanita.it e ve la proponiamo. L’iniziativa è stata promossa dall’Onda in occasione della giornata mondiale del neonato pretermine in collaborazione con gli ospedali dal “Bollino rosa”.

Parto prematuro

Una giornata dedicata all’informazione e alla sensibilizzazione sui temi legati al problema del parto pretermine. L’evento è stato organizzato per il prossimo 17 novembre dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) e prevedrà la possibilità di effettuare consulenze e visite gratuite nei 75 ospedali italiani premiati con il bollino rosa in occasione della giornata mondiale del parto prematuro. Questa certificazione viene assegnate alle strutture che si dimostrano particolarmente vicine ai bisogni e alle esigenze delle donne.

L’obiettivo è contenere il rischio. Quando il parto avviene con anticipo il feto viene esposto a problemi, proporzionalmente più gravi tanto più la nascita avviene in un’epoca prematura. L’open day promosso da Onda serve appunto a informare le donne su come evitare, e se possibile rimuovere, i rischi che possono condurre a nascite pretermine. In alcune strutture sarà anche possibile far visitare bambini nati prematuri. La giornata gode del patrocinio della Società italiana di neonatologia, dell’Associazione Vivere onlus, e del supporto di AbbVie. “In Italia – ha affermato Francesca Merzagora, presidente di Onda – ogni anno nascono circa 50.000 bambini prematuri, esposti al rischio di complicanze a breve e lungo termine, soprattutto infettive, neurologiche e respiratorie e pertanto bisognosi, sin dai primi giorni, di curealtamente specializzate, coordinate da un team multidisciplinare”.

Sul sito di O.N.D.A troverete l’elenco degli ospedali con il bollino rosa

Premio Internazionale Universum Donna – Domenica 5 ottobre a Lugano

Con piacere segnaliamo l’appuntamento di domenica 5 ottobre p.v. a Lugano con il Premio Internazionale Universum Donna, in cui verranno premiate le 10 donne che si sono maggiormente distinte in ogni campo della società.

La dott.ssa Natascia Pane originaria di Torino, ha ottenuto questo ambito Premio per la sezione cultura ottenendo anche la nomina ad Ambasciatrice di Pane della International University Peace.

Per ulteriori informazioni:
Lucia Pasquini: cell. 349.8660470 media@agenziacontrappunto.com
http://www.universumacademy.org/default.asp?file=home.htm
http://www.universitadellapace.ch
http://www.lospaziodeltalento.com

Universum Donna Natascia Pane Comunicato Universum Donna_NatasciaPane

Un luogo in Rete per tutte le donne

Un nuovo nato al femminile in rete: giro di parole per annunciare la nascita di un nuovo sito di e per le donne. La notizia è tratta da DBlog di Repubblica. Un benvenuto anche da parte nostra. 

“Occupare uno spazio pubblico sensibilizzando tutte le donne”.

Un motto, ma anche qualcosa di più.

Rossana Di Fazio e Margherita Marcheselli hanno ideato il sito http://www.enciclopediadelledonne.it/

Il progetto nasce nel 2010 e oggi ha raggiunto mille voci, mille biografie, mille figure di donne scritte da oltre 300 autrici e autori.

“Sentivamo il bisogno di raggiungere il pubblico e non un pubblico ben preciso e determinato. Bisognava fare un salto: l’enciclopedia delle donne vuole raggiungere (anche) chi non è già sensibilizzato come le femministe o chi si occupa dello studio di genere o, per esempio, chi frequenta la libreria delle donne di Milano” racconta Rossana Di Fazio.

Dunque un’enciclopedia per tutti. E finalmente!

Come si costruisce questa enciclopedia? Radunando, illuminando e divulgando la conoscenza. Un progetto che combatte gli stereotipi e che vuole diffondere l’idea della libertà.

Il messaggio dell’Enciclopedia è chiaro – si legge sul sito – divulgare “la conoscenza delle donne in carne e ossa del passato e del presente, al pari dell’esperienza, sgretola le grate di quei pochi, limitati modelli a cui la loro vita (destino, vocazione, intelligenza, desiderio) viene ancora ricondotta, ottusamente certo, ma con un’ostinazione e una potenza (anche una prepotenza) che sorprende”.

E Rossana Di Fazio precisa: “No ai modelli, al modello di donna stereotipata: la tipologia è come un imbuto, se mi maschero di tutti questi ruoli, non sono nessuno di questi ruoli”.

Il femminicidio è un “imbuto” sui discorsi intorno alle donne. L’enciclopedia vuole invece popolare la rete di informazioni anche positive sulle donne. “Non abbiamo paura di raccontare le donne ‘cattive’”.

Ecco la svolta rispetto a molte altre realtà ‘femminili’: popolare la Rete di notizie che non stanno solo nell’idea di vittimizzazione.

Bisogna fare molta attenzione a “non moltiplicare il danno”, raccontando solo un’unica versione della realtà.

“Il femminicidio è una guerra violenta, brutale, sanguinosa” che contribuisce a creare lo stereotipo. “La nostra è una guerra sostenibile”, racconta Rossana.

Un progetto degno di nota: “La signorina Kores e le altre”, una mostra su donne e lavoro negli anni ’50-’70 in una Milano in pieno fermento. L’allestimento è previsto a gennaio 2016 a palazzo Moriggia.

Il tutto grazie (anche) al crowdfunding che ha superato la metà del target…

https://www.limoney.it/projects/214-la-signorina-kores-e-le-altre-una-mostra-su-donne-e-lavoro-negli-anni-50-70

“L’Enciclopedia è una festa, una festa a inviti: chi scrive porta una persona come portasse qualcuno che vale la pena di conoscere”. Auguri, dunque!

Violenza sulle donne, “Le dita tagliate”: dal Mali all’India, giro del mondo dell’orrore

Non è certo il classico libro leggero da leggere sotto l’ombrellone ma tenetelo a mente per dopo le vacanze perchè scoprirete le violenze inaudite che devono sopportare le donne in alcune parti del mondo. Questo articolo è tratto da Il Fatto Quotidiano.it

Violenza sulle donne, “Le dita tagliate”: dal Mali all’India, giro del mondo dell’orrore

Ci sono bambine che vengono fatte sposare a 10 anni e che, dopo la prima notte di nozze con il marito trentenne, muoiono dissanguate. Altre subiscono stupri di gruppo perché si oppongono ad esercitare il loro “dovere di mogli”. Ce ne sono alcune a cui vengono tagliate 6 dita in omaggio ai morti della comunità: gliene restano 4, per entrambe le mani, non abbastanza per imparare a scrivere ma sufficienti per i lavori domestici. Altre ancora, considerate “ribelli”, vengono ricondotte alla disciplina con un tizzone ardente infilato tra le gambe, botte continue e privazione di acqua e cibo.

E’ un viaggio nell’orrore della violenza sulle donne quello che propone Paola Tabet nel libro Le dita tagliate. L’antropologa italiana con un background accademico fatto di ricerche sul campo, racconta le pratiche di sottomissione messe in atto dagli uomini sulle donne in diverse parti del mondo come Mali, Costa D’Avorio, Kenya, Niger, Haiti, Nuova Guinea, India, Australia. Trattamenti choc che servono per spezzare la “resistenza” delle donne, per renderle soggiogate e obbedienti, per fare in modo che si dedichino a mettere al mondo i figli, ad accudirli, a badare alla casa, senza ribellarsi. Un sistema di dominio pervasivo che risalta in maniera eclatante in certe culture non occidentali ma che è presente ovunque. I gradi, le forme, la diffusione variano, ma il meccanismo “che costringe le donne a una condizione subordinata” non cambia. Usando una categoria marxista, Tabet parla di “violenza di classe”. Secondo la studiosa, la “concentrazione quasi assoluta delle ricchezze in mano maschile” e l’endemica “dipendenza economica femminile” fanno sì che si possa considerare il modo diviso in due grandi classi: la classe degli uomini che sfrutta la classe delle donne.

L’antropologa individua nel matrimonio l’espressione istituzionalizzata dello scambio iniquo che avviene tra le due classi. Uno scambio “sessuo-economico” che prevede che le donne offrano prestazioni sessuali e lavoro riproduttivo (cioè messa al mondo dei figli e conseguente accudimento) in cambio di un compenso più o meno variabile che può comprendere mantenimento, sicurezza economica, status sociale. Una tesi forte, questa, che, come si legge nel saggio, viene rifiutata dalle donne occidentali.

L’antropologa si spinge oltre e cerca di dimostrare (come ha già fatto nel saggio La grande beffa) che se alla base del matrimonio c’è uno scambio sessuo-economico allora non si può considerare questa istituzione così diversa da altre pratiche che comprendono sempre uno scambio di denaro e sesso come, ad esempio, la prostituzione. La divisione tra “donne per bene”, cioè madri e mogli, e prostitute sarebbe dunque artificiosa e non avrebbe motivo di esistere se si considera la natura dello scambio economico che regge entrambe. Ci sono casi, secondo la studiosa, in cui la prostituzione diventa addirittura preferibile ai matrimoni retti sulla coercizione, perché si rivela un’occasione per uscire da un sistema “funzionale all’ordine sessuale dominante” che prevede che le donne seguano la retta via per “conservare la struttura familiare” e lasciare che gli uomini continuino a concentrare nelle proprie mani ricchezza e potere.

Sempre più donne congelano i propri ovuli, aspettando “tempi migliori”

Sarà vero o una trovata pubblicitaria delle cliniche private per catturare clienti? L’articolo è tratto da ArticoloTre.com.

Sempre più donne congelano i propri ovuli, aspettando "tempi migliori"

Sono sempre di più le donne sopra i 35 anni che, non hanno ancora trovato il partner perfetto o non hanno un lavoro stabile o una sicurezza economica, decidono di affidarsi alle tecniche di congelamento degli ovuli per rimandare la maternità a momenti migliori. 

Ci sono poi anche donne che decidono di ricorrere a questi metodi perché devono affrontare pesanti trattamenti farmacologici, come nel caso della chemioterapia o hanno problemi di infertilità.

Ma le donne, che decidono di rimandare una maternità per motivi sociali, sono in netto aumento.

Secondo gli esperti, le donne che vogliono preservare la propria fertilitàdovrebbero congelare gli ovuli verso i 32 anni, età dopo la quale la fertilità inizia a declinare. Molte delle donne che si sono sottoposte a questo processo per cause “sociali”, secondo i dati di uno studio condotto nella clinica, aveva in media 30 o più anni, ma l’avanzare dell’età come ha spiegato il medico, potrebbe incidere in negativo sulla qualità e quantità degli ovuli disponibili. 

Oggi grazie a una nuova tecnica di congelamento chiamata vitrificazione, (congelamento ultra rapido degli ovociti) la probabilità che gli ovuli sopravvivano al congelamento e allo scongelamento è cresciuta moltissimo, aumentando anche la possibilità di successo della fecondazione in vitro. Prima la tecnica di crioconservazione, più lenta, poteva portare alla formazione di cristalli di ghiaccio in grado di danneggiare gli ovuli alterandone l’integrità, e per avere una buona probabilità di iniziare una gravidanza era necessario congelarne un numero molto elevato. Con la vitrificazione, invece, ne bastano molti meno.

Secondo un sondaggio effettuato online in Regno Unito e Danimarca, da circa mille donne con un età media di 31 anni, l’83% delle intervistate ha dichiarato di aver sentito parlare della tecnica di congelamento degli ovociti; di queste, la quasi totalità (99,4%) la considera accettabile per ragioni mediche e quasi altrettante (89,1%), per ragioni sociali. Sempre secondo questi dati, la maggior parte delle donne considerano il congelamento degli ovociti un mezzo accettabile di pianificazione riproduttiva, ma solo una su cinque lo farebbe. In questi due Paesi, comunque, numerose cliniche hanno riportato un crescente interesse per la procedura. 

 

Donne, imparate l’arte dell’obbedienza

Anche da noi alcune donne sono convinte che il loro compito sia quello di obbedire sempre e comunque. Leggete questo articolo-intervista a Costanza Miriano,  apparso su D.Repubblica.it. Se non sapete chi è, non è un problema ma sappiate che esiste e ha scritto questo libro.

Donne, imparate l'arte dell'obbedienza

 La via per la felicità? Indossare un abito di umiltà e poi tanta, tanta obbedienza. Obbedienza a come la natura ci ha creati, alle regole di saggezza che i secoli hanno tramandato, alla propria vocazione, ai consigli di chi ne sa, al proprio marito. Provocatoria e contestatissima, Costanza Miriano – dopo Sposati e sii sottomessa e Sposala e muori per lei, 80 mila copie vendute – torna a far parlare di sé con il nuovo libro Obbedire è meglio
Quattro volte mamma, cattolica praticante, un posto da giornalista a Rai Vaticano, la Miriano ha le idee chiare e pochi peli sulla lingua: “a volte cerchiamo grandi cose, grandi imprese da compiere, e magari ci piacerebbe essere capaci di offrire grandi sacrifici, ma tutto quello che ci viene chiesto, invece, è stare al nostro posto, sfuggire alla tentazione principale per l’uomo contemporaneo: immaginare sempre un’altra vita altrove, un’altra vita in cui abbiamo un’altra moglie (o marito), un altro lavoro, un altro tutto”, scrive nel suo blog. Regole di vita? “Quando tutto si sta complicando, quando sei in ritardo clamoroso o in difficoltà anche molto seria, e non sai da che parte cominciare, lascia stare tutto e vai alla messa”.All’indomani dell’uscita del libro – presentato al Salone del libro di Torino – intervistiamo la Miriano per confrontarci con il suo punto di vista, radicale e molto criticato non solo dalle femministe.

Cosa vuol dire obbedire?

“Obbedire vuol dire non assecondare sempre le proprie emozioni e i sentimenti. Fidarsi di un’altra fonte di informazione sulla realtà. Giudicare la propria situazione e decidere le proprie azioni non solo in base a quel che proviamo noi stessi. Esempio: sono di cattivo umore, ma non ti rispondo male. Accolgo il punto di vista di mio marito sul programma del fine settimana, anche se vorrei fare diecimila cose in più”.
 
Da Rai Tre a Rai Vaticano, un bel salto a livello “ideologico”. Cos’è cambiato nella sua vita personale e spirituale, con questo passaggio professionale?
“Nella vita spirituale assolutamente nulla. La mia vita professionale non condiziona il mio rapporto con Dio. Casomai, posso dire che ho avuto la gioia di raccontare il rapporto delle persone con la fede, girando degli speciali per la Rai, potendo mettere al servizio della mia azienda la passione e le conoscenze private. Quanto alla vita personale, banalmente, il cambiamento è che ora lavoro in centro invece che a Saxa Rubra. Fantastico”

Si dichiara cattolica fervente e praticante: qual è il ruolo della religione, oggi?
“Non lavoro a Rai Vaticano per il fatto che sono ferventemente cattolica: la mia professione non è legata alla fede. Quanto alla fede – che è una cosa ben diversa dalla religione – direi che il suo ruolo nella vita pubblica è sostanzialmente ininfluente. Le persone tendono ad avere un rapporto con la spiritualità tutto privato, e non mediato dalla Chiesa, che per me invece è l’unica garanzia che quello in cui credo non sia un parto della mia fantasia. Quello che è prevalso è, invece, il relativismo. Conosce qualcuno che seriamente basa le sue decisioni personali su ciò che dice la Chiesa? Neanche molti cattolici lo fanno”.

Ha descritto il suo libro come “un’epica dell’ordinario”, cosa vuol dire?

Sono una quadrimamma bilavoratrice (di giorno lavoro come giornalista e di notte scrivo, rispondo alle mail e alle interviste, come questa). Ma la mia è l’epica quotidiana combattuta da ogni donna: essere molte cose assieme. Molte di noi rivestono il molteplice ruolo di donna/a volte anche mamma/ lavoratrice freelance o dipendente/ moglie ecc., e si fanno carico della cura di qualcuno. È scritto nel nostro cuore. Noi donne siamo fatte per la complessità e per l’accoglienza”. 

A quali regole si sente di obbedire?

“Chi crede in Dio è profondamente libero: sono pochissime le regole da seguire. Quello che ci rende schiavi è il nostro inconscio squinternato, l’ansia, i rimorsi, i progetti strampalati. Chi crede, chi prega, è profondamente in pace, perché riesce a ignorare le stupidaggini che il nostro inconscio vomita di continuo. Le tiene dentro. Sempre vomito è, ma sta al posto giusto, non esce fuori”.

Chi sono le donne che non ubbidiscono? Mamme single, mamme non sposate, divorziate? 
“Non sono così bigotta! Sono piena di amici con situazioni così, e li adoro senza giudizio. Il punto dell’obbedienza è che tu ascolti una voce che non è la tua, perché hai sperimentato che è la voce di uno che ti ama alla follia, più di quanto tu ami te stesso. Le cose che la Chiesa dice, non le dice perché è sadica e vuole tenere le persone costrette in qualche modo, ma perché ci indica la via per la nostra vera felicità. Non obbedisce chi si fida solo di sé, e non crede che Dio è un Padre pazzo di amore per noi”.

Quali leggi mancano alla nostra società, morali e non?
“Di leggi ne abbiamo anche troppe. E la parola valori mi dà l’orticaria. Quello che manca all’uomo contemporaneo è la certezza di avere qualcosa sopra la sua testa, o meglio qualcuno verso cui sollevare lo sguardo e a cui chiedere una dritta per orientarsi. Io la chiedo a Dio perché mi fido delle parole di Gesù”.

L’obiettivo è essere agnelli, scrive nel suo libro: può spiegarci questa frase? Non pensa che gli agnelli possano finire vittime sacrificali, o sbranati dai lupi?
“L’agnello, Gesù, viene descritto anche come il Leone della tribù di Giuda. Il trionfatore”.

Ha un eroe (o eroina) di obbedienza?
“Nessun eroe o eroina umana. Siamo tutti nani con i trampoli”.

Se dovesse riassumere il suo sogno di felicità?
“Sapere di essere figlia del Todo Poderoso (Onnipotente, in spagnolo). Io sono una principessa, sono la figlia del re; di cosa mi posso preoccupare?”

Si può essere felici – e obbedienti – anche senza credere in Dio?
“Quello che noi tutti vogliamo, e sogniamo, è essere amati incondizionatamente, totalmente e per sempre. E questo solo Dio ce lo dà. Le altre cose passano, le persone tradiscono, e amano sempre in modo imperfetto, limitato, un modo che non colma mai la nostra sete di amore assoluto”.

Infine, come vede un Papa anticonformista e libero (e poco obbediente) come Papa Francesco?

“Il Papa non deve obbedire a nessuno sulla Terra. Casomai deve essere fedele alla tradizione. Ma questo Papa non è disobbediente: a mio avviso non ha cambiato in nulla la dottrina della Chiesa”.

Le donne guadagnano di meno perché sono più pigre degli uomini?

Fortunatamente possiamo dire che qualche politico decerebrato ce l’hanno anche all’estero. Mal comune mezzo gaudio!!! Eccolo qui il genio. La notizia è tratta da Il sole 24 oreInfantine_Will-guinta-e1351887954156-298x300

Le donne lavorano meno, per questo guadagnano meno. Il repubblicano Will Infantine liquida così la questione del gender pay gap sottolineato dal presidente Obama (le donne guadagnano negli Usa 77 centesimi ogni dollaro guadagnato d aun uomo). Il politico non ha espresso la propria opinione al bar o nel corso di una cena privata, ma durante il dibattito in aula per l’approvazione del  “Paycheck Equity Act” nello stato del New Hampshire.

 

Le donne, secondo Infantine, lavorano meno duramente degli uomini, si assumono meno rischi e sono “meno motivate dal denaro”. Gli uomini “non si fanno problemi a lavorare di notte e nei week end. Non hanno problemi a lavorare oltre l’orario o a farlo fuori sotto gli elementi atmosferici” ha dichiarato il lawmaker del New Hampshire. Naturalmente qualche collega ha reagito con veemenza a tali affermazioni, ma Infantine ha semplicemente risposto: “It’s not me!” e ha snocciolato qualche numero del Bureau of Labor Statistics: “Gli uomini lavorano cinque o sei ore in più delle donne. Se poi parliamo di liberi professionisti…le donne fanno la metà rispetto a quanto fanno gli uomini grazie alla flessibilità del lavoro, perché gli uomini sono più motivati dal denaro” e ha consluso “Guys! I’m not making this stuff up!”

Nonostante le argomentazioi di Infantine la New Hampshire House ha approvato in via preliminare con 187 voti favorevoli contro 134 contrari il Paycheck Equity Act, una proposta di legge che ha come obiettivo l’eliminazione della discriminazione basata sul genere in tema di retribuzione. Ora la proposta sarà rivista dalla House Criminal Justice and Public Safety Committee prima di ritornare per il voto finale alla New Hampshire House.

La misura fa parte di una riforma ben più ampia a livello nazionale lanciata dal presidente Barak Obama, che in occasione del National Equal Pay Day ha firmato il Fair Pay Act.

Le Donne col Sedere Grande stanno meglio e sono più Intelligenti

Sarebbe come dire: culo grosso cervello fino. Ma il cervello l’hanno sicuramente perso per strada gli “studiosi” che hanno utilizzato il loro tempo e i loro sforzi per arrivare a questa conclusione. Che ve ne pare?? Questo l’articolo tratto da Tuttasalute.net.

Uno dei più grandi crucci femminili riguarda le dimensioni del proprio lato B. Non a caso il commercio di biancheria intima con effetto contenitivo e modellante non conosce crisi e, di recente, sono diventati di moda anche i pantaloni in grado di sollevare e rendere le curve più sexy.

Per tutte coloro che lottano con un sedere non proprio piccolo, arriva una buona notizia. L’Università di Oxford ha effettuato alcune ricerche arrivando a concludere che le donne con un lato B evidente, non soltanto godono di buona salute ma sono anche più intelligenti e scaltre.

Lo studio ha preso in esame i livelli di omega 3, i grassi buoni che agiscono sullo sviluppo cerebrale favorendo i processi neurologici. Le rappresentati del gentil sesso con le curve hanno valori più alti e quindi risultano più sveglie e reattive.

Secondo gli scienziati, per giudicare la prontezza e l’acume bisognerebbe prendere in considerazione le dimensioni del fondoschiena perchè quanto più e importante quanto più si è intelligenti: esisterebbe un rapporto fra l’acume femminile e la mole di questa parte del corpo così troppo spesso odiata. Da alcuni esami è risultato che vivono di più rispetto a chi vanta un corpo longilineo; la responsabilità sarebbe da ricercare il quantità normali, e più basse, di zuccheri nel sangue. Gli scienziati inoltre, hanno verificato che anche il colesterolo è meno alto e sommando questi elementi hanno dedotto che aumenta l’aspettativa di vita.

Le donne con un fondoschiena pronunciato hanno minori possibilità di andare incontro a malattie cardiache, dell’apparato circolatorio e ad altre patologie croniche come per esempio il diabete.

Grazie alla scoperta dei ricercatori britannici tutte coloro che hanno sempre odiato il loro sedere possono finalmente accettarsi e vivere meglio essendo consapevoli che, oltre a possedere un’intelligenza più acuta, sono anche più sane rispetto alle donne con un lato B magro; senza dimenticare che vivono meglio e di più.

Festa della donna 2014: da nord a sud, ecco le iniziative per festeggiare all’insegna della cultura

Questi solo alcuni dei tanti appuntamenti organizzati per la giornata delle donne in giro per l’Italia, riportati dal sito Leonardo.it: naturalmente i nostri auguri a tutte voi, qualsiasi sia la vostra scelta di festeggiare (o non festeggiare) questa giornata.

L’8 marzo 2014, il giorno dedicato alla Festa della Donna, è alle porte e numerosi sono gli eventi e le manifestazioni che si terranno in tutta la penisola per festeggiare questa giornata. Da nord a sud, le principali città italiane offrono infatti un ricco cartellone di mostre, convegni, concerti e molto altro ancora per celebrare la donna in tutte le sue molteplici sfaccettature.

Partiamo dunque da MILANO, per una carrellata di eventi, tutti rigorosamente in rosa, dedicati alle donne che vorranno in questo fine settimana soddisfare il loro desiderio di piacere dato dalla Cultura nelle sue molteplici forme, che vorranno dedicare del tempo a prendersi cura di loro ed in particolare delle loro facoltà cognitive: della loro intelligenza, sapienza, coscienza, salute fisica e mentale.

INCONTRO “DIGNITA’ E PARITA’” – Sabato 8 marzo, dalle 15.30 alle 20, presso la sede della Comunità di S.Egidio, in via degli Olivetani, l’Associazione Culturale Tagdurt organizza un incontro sul tema “Dignità e Parità” con l’obiettivo di festeggiare e onorare le donne del passato che hanno promosso i diritti acquisiti di oggi e le donne di oggi e di domani che continueranno a rimuovere gli ostacoli e che saranno portatrici di una visione migliore.

DONNE MIGRANTI IMPRENDITRICI – Domenica 9 marzo, dalle 15.00 alle 20.30 l’appuntamento è alla Fabbrica del Vapore di via Procaccini, dove l’associazione Assefl organizzerà una giornata dedicata al protagonismo delle donne migranti nel sistema culturale ed economico-sociale del territorio. Un’iniziativa che vuole dare un segnale forte alla città sulla consapevolezza del ruolo delle donne immigrate, allo scopo di promuovere l’interculturalismo, stimolare una maggior  partecipazione sulla vita e lo sviluppo della città, ma anche promuovere l’imprenditoria femminile.

TRA MODA E PITTURA – Sabato 8 marzo, dalle ore 14 presso la Cascina Cuccagna l’associazione Adri celebra la Giornata Internazionale delle Donne con un ricco e divertente programma. La festa inizia con la sfilata di moda della Sartoria “Irimia Marinela” di Milano. L’artista e restauratrice Violeta Coteanu presenterà poi alcune delle sue icone e i quadri dipinti a olio su tela. Presso la Falegnameria di Cascina Cuccagna si avrà inoltre la possibilità di imparare ad utilizzare vari tipi di arnesi di uso quotidiano come il trapano o il seghetto, oppure imparare l’arte di appendere i quadri, mensole ed altro. A seguire  Violeta Popescu, responsabile dell’Istituto Culturale Italo-Romeno di Milano, presenterà il libro “Impronte culturali romeni in Italia”.

VIAGGIO NELLA NATURA – Per celebrare la Giornata Internazionale della Donna anche la natura si tinge di rosa…E di mimose. L’appuntamento con la natura che sta per risvegliarsi è all’area protetta di Vanzago, alle porte di Milano, con l’escursione guidata organizzata dal WWF

CASA DELLE DONNE – Sabato 8 marzo, inaugurazione della Casa delle Donne all’interno dello spazio comunale di via Marsala dove si terranno, dalle 14.30 fino a notte inoltrata, mostre fotografiche, musica e cinema.

Una giornata densa di appuntamenti anche quella di sabato 8 marzo a MONZA. Si comincia alle 9.30 con il convegno “Donne in cammino: percorsi di arte,impegno sociale e spiritualità” presso la sala D Urban Center di via Turati. Alle 17.30 sarà la vota di un altro incontro tutto al femminile dal titolo “Le donne parlano di sè“. La giornata prosegue poi con “La donna nel mondo“, mostra fotografica lungo le vetrine del centro (piazza Roma – Via Italia) a cura di Cadom e in collaborazione con Kel 12. Infine alle 21, al Teatro Binario 7, il sipario si alza su “Nina’s radio night“, esilarante spettacolo con le Nina’s Drag Queens.

In occasione della Festa della donna, venerdì 7 marzo, a PAVIA per tutto il giorno le visitatrici donne potranno invece entrare gratuitamente nelle sale espositive dei Musei Civici del Castello. Si intitola poi “Il Museo in rosa” l’iniziativa che il Museo di Storia Naturale dedica alle donne venerdì e sabato: due giorni di apertura straordinaria della sede di Via Guffanti 13: dalle 9 alle 12, ingresso gratuito per tutti. Altro appuntamento da non perdere è l’escursione notturna organizzata dall’associazione naturalistica Codibugnolo, che propone per la serata di sabato 8 marzo un incontro dedicato alla rinascita della natura e ai sapori genuini della tradizione gastronomica d’Oltrepò. Il titolo della serata è “Il lato femminile della Natura”, che sarà aperta da un trekking al tramonto lungo alcuni sentieri che si snodano nel comune di Rocca Susella, per scoprire gli straordinari comportamenti e le incredibili strategie adottate dagli animali in questo momento particolare dell’anno: l’arrivo della primavera.

MANTOVA la Festa della donna si trasforma in un’occasione per conoscere meglio l’impegno delle donne nella comunità. “Valore al merito” ha lo scopo di far conoscere la storia e l’esperienza di donne nate nella provincia di Mantova che si sono distinte nella politica, nella scienza, nel lavoro o in altri ambiti e che rappresentano quindi modelli da seguire in quanto esempi concreti dei risultati che si possono raggiungere puntando sul merito, sull’impegno e sulla passione. Un evento che coinvolge tutta la comunità, poiché tutti possono segnalare donne meritevoli di vincere il Premio Valore al merito. Sabato 8 e Domenica 9 marzo 2014, presso il Centro Commerciale La Favorita di Mantova, che ospita l’intera iniziativa, si terranno inoltre presentazioni, incontri, dibattiti, spettacoli ed esibizioni.

Interessante iniziativa è anche quella promossa a TARQUINIA in occasione della Festa della Donna (LEGGI QUI LE FRASI PIU’ BELLE DA DEDICARE IN QUESTO GIORNO SPECIALE), il prossimo 8 marzo. Grazie all’ associazione Artetruria le donne potranno qui effettuare visite guidate scontate nelle tombe dipinte delle Pantere, degli Auguri, dei Tori, del Barone e degli Aninas. Le tombe sono capolavori dell’arte etrusca. Visitarle e ammirarle sarà un modo diverso per trascorrere la festa dell’8 marzo.

Ci spostiamo quindi a ROMA, dove davvero numerose sono le iniziative organizzate per la Giornata Internazionale della Donna:

IL LAVORO DELLE DONNE: RASSEGNA NEI TEATRI DELLA CAPITALE – dal 4 al 9 marzo gli spazi della rete “Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea” ospitano una rassegna dedicata a “Il Lavoro delle Donne”. In cartellone quattro spettacoli, un documentario, un osservatorio critico e un incontro coordinato da Corrente Rosa per parlare non solo della violenza sulle donne, ma anche di tutto quello che non si è fatto e si deve ancora fare per il passaggio da un passato di sfruttamento e di disuguaglianza ad un futuro di dignità e indipendenza. In programma lo spettacolo “Scintille”, scritto e diretto da Laura Sicignano, a seguire il film documentario prodotto da Corrente Rosa “Per la mia strada”, il concerto della pianista e direttrice d’orchestra Gianna Fratta, e l’Incontro di Serena Romano, Presidente di Corrente Rosa, con Gianna Fratta, e Laura Sicignano che raccontano il loro percorso artistico e rispondono alle domande del pubblico.

TRE PASSI DI DONNA – al Teatro Furio Camillo le donne protagoniste delle storie inseguono speranza e illusioni, cercano di lottare per un’esistenza migliore, reinventandola e reinventandosi. Il 7 marzo alle ore 21,00 Claudia Pellegrini presenta “DIS_CORDA”, liberamente tratto da Mitica Futura, di Anna Laura Bobbi e Floriana Coppola. Uno spettacolo che cerca attraverso la parola poetica, la leggerezza e l’incanto del gesto pittorico e del suono che si fa musica, di arrivare all’anima profonda e all’essenza di ognuno di noi, capace di morire e rinascere ogni giorno. L’8 marzo alle ore 21,00 va in scena “Transition”di e con Valentina Versino e Cristine Sonia Baraga. Un viaggio che racconta la transizione generazionale in chiave ironica, un viaggio attraverso le continue trasformazioni quotidiane che dai film in bianco e nero che guardavano le nostre nonne, ci porta ai giorni nostri passando per la rivoluzione sessuale portata avanti dalle nostre mamme. A seguire #2 di e con Michela Mucci e Valentina Versino. Domenica 9 marzo alle ore 18,00 Fiora Blasi presenta “Qualsiasi cosa mai”liberamente ispirato ad un racconto di Haruki Murakami. Tra flashback e sospensioni, la protagonista si muove fra un tempo interno della memoria e del dubbio e uno quotidiano fatto di pragmatismo e doveri. La musica e i suoni, eseguiti dal vivo, integrando voce e dispositivi elettronici, danno corpo a questi diversi livelli. A interrogativi e confessioni diretti al pubblico si alternano dialoghi con il musicista, interpellato come amico-attore, e quadri più onirici e surreali.

LE DONNE PREFERISCONO LE STELLE – Sabato 8 marzo 2014, dalle ore 20.00, presso l’INAF –Osservatorio Astronomico di Roma, si tiene la serata evento dal titolo: Le donne preferiscono le stelle. Una serata speciale, diversa, che non vuole essere solo un festeggiarsi, ma vuole essere un raccontarsi, un confrontarsi. Storie di donne, storie di Universi, visti, studiati e amati dall’ Universo femminile. Da Ipazia, matematica, astronoma e filosofa del 350 d.c., a Raffaella, astrofisica e ricercatrice del 2014 d.c., passando per Enrica, giornalista scientifico e Licia Troisi scrittrice fantasy e astronoma. Una serata per parlare di donne, pensare a loro e ricordare come hanno puntato gli occhi alle stelle nel corso dei secoli e con quante e quali difficoltà sono arrivate a puntarli oggi. A come le stesse si sono fatte spazio tra lo Spazio, nella ricerca e nella divulgazione scientifica italiana e internazionale. La serata sarà arricchita da un aperitivo e dall’osservazione ai telescopi.

ORTO MARZO: DONNE IN CAMPO. Weekend di autoproduzione, orto, arte e sinergie al femminile –8 e 9 marzo, due giorni dedicati alla cura dell’orto, all’agricoltura biologica e al “fai da te” durante i quali imparare a realizzare un angolo verde su misura per sé, testando le proprie potenzialità in un vero orto (sinergico e tradizionale) accompagnate/i da agronomi, esperti di sana alimentazione, giornalisti, artisti e cuoche che insegneranno i segreti della cucina tradizionale anticolana. Il lavoro “sul campo” sarà accompagnato da letture, cinema, visite al Museo di Anticoli Corrado, giochi e laboratori creativi. All’Associazione Marmorata 169 è inoltre affidato un percorso culturale fatto di storie di donne ma dedicato a tutti. E tra fili di paglia, risate e buona cucina sarà possibile scoprire nuovi (e vecchi) saperi e sapori, rilassarsi e conoscere aneddoti della Valle dell’Aniene raccontati da associazioni e persone del luogo.

ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO  il 7 marzo 2014, dalle 9,00 alle 13,30, l’Archivio centrale dello Stato organizza una manifestazione dedicata alle donne che in vario modo hanno orientato le loro scelte nel campo dell’arte. Dopo una breve presentazione di fonti archivistiche e di riviste femminili d’epoca, saranno proiettati due documentari RAI, Suite per Palma e La sposa, incentrati su due figure di donne che hanno lasciato, con le loro personalissime esperienze, testimonianza di un forte impegno nel mondo dell’arte: Palma Bucarelli, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea dal 1942 al 1975, e Pippa Bacca, nota soprattutto per il suo ultimo provocatorio progetto artistico che le costò la vita nel 2008. La giornata si conclude con la visita alla mostra di pittura di Carlo Carli, Dolcezza violata.

Apertura prolungata dei Musei della Basilicata è invece l’iniziativa dedicata alle donne dai Musei Archeologici Nazionali di Grumento Nova, Matera, Melfi, Metaponto, Policoro e Venosa, che resteranno saranno aperti sino alle ore 22. A Melfi segnalo inoltre la mostra fotografica “Viaggio della Memoria” e dalle  ore 17.30 “Premio Donna 2014”; mentre a Metaponto testi ed esposizione di materiale riguardanti “Hera e il mondo femminile nell’antichità”.

E per finire il nostro viaggio per l’Italia alla scoperta delle iniziative culturali più curiose dedicate alla Festa della Donna, giungiamo finalmente a Napoli, dove l’8 marzo sarà intitolato Zeromimose“. Iniziativa  che intende sensibilizzare le donne sul reale significato di questa giornata, ovverola commemorazione del cammino fatto fino ad oggi dalla donna per sentirsi libera, e non una festa consumistica. Sabato 8 marzo al caffè Gambrinus, a piazza Trieste e Trento, alle 10.30 perfomance, racconti e testimonianze di donne, con la partecipazione di  Chiara Marasca, giornalista del Corriere del Mezzogiorno. Alle 19 presso il Circolo dei Canottieri sul Lungomare si terrà invece una serata- spettacolo con il concerto della Rotery Youth Chamber Orchestra, le perfomance artistiche della pittrice Sveva Ventre e della ballerina Roberta Zaumer, da segnalare anche le proiezioni di “Antigone” di Enrico De Luca e “Donne e sport” di Maria Grazia Orsani.

Donne più felici ed in salute se aiutate dai loro mariti in casa

Ma secondo voi serviva una ricerca specifica per arrivare a questa conclusione??? L’articolo è tratto da Centro meteo italiano.it

donne piu felici se aiutate nelle faccende domestiche dai propri mariti

Donne più felici ed in salute se aiutate dai loro mariti in casa 24/02/2014 – Donne più felici si, quando sono aiutate in casa nelle faccende domestiche. Sembra una cosa normale, nei rapporti di coppia che viaggiano a gonfie vele. I mariti che si rendono utili in casa rendono felici le proprie mogli. Fin qui non c’è nulla di strabiliante in questa frase. Uno studio però ha verificato che aumenterebbe il benessere della donna, in particolare il proprio stato di salute ne avrebbe effetti benefici.  Il ragionamento confermato in questa ricerca scientifica, è semplice: se i mariti lavorano, le donne hanno più tempo per se stesse, da dedicare a se stesse, ai propri hobby ed alle proprie passioni e sono dunque più feliciPiù felici, si sa, vuol dire anche migliori condizioni di salute.  A dimostrarlo è uno studio eseguito negli USA, dall’Università del Texas di Dallas e da quella dell’Indiana e pubblicato sul magazine Social Forces.

Il luogo comune dice che non è facile rendere felice una donna.   Secondo uno studio scientifico però non sarebbe molto difficile riuscirci, vediamo perchè. Donne più felici e in salute, se i mariti aiutano nei lavori domestici Non sembrerebbe una cosa proprio impossibile a prima vista. Non sempre la pigrizia regna dentro casa. Ci sono infatti mariti che aiutano le mogli nelle faccende domestiche. E questo porterebbe benefici. Non solo a livello pratico, ma anche in quello psicologico. A beneficiarne sarebbero le mogli, più felici ed in salute. Lo dice una ricerca scientifica.