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Fare fuori la medusa, un romanzo sul web.

Un romanzo a puntate sul web? Bella idea. Si può leggere tutto in un botto o tot capitoli per volta e se si finisce velocemente basta aspettare che l’autore prosegua la stesura e la pubblicazione. Farefuorilamedusa di Ben Apfel  è già on line con 10 capitoli. Per conoscere più da vicino l’autore vi consigliamo l’intervista del blogger Federico Chigbuh Gasparini . Buona lettura.

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“Donne, non sprecate la vita a lavorare”.

Il detto dice “il lavoro nobilita l’uomo”: e la donna? Battute a parte, leggete l’appello di una ex manager, un tempo tra le donne più potenti del mondo. Tratto da il Corriere.it

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Le sue parole hanno fatto molto scalpore negli Stati Uniti perché non arrivano da uno dei tanti guru della decrescita o da qualche improvvisato politico new age, bensì da una ex top manager che fino a qualche anno fa era considerata una delle donne più potenti del mondo. Domenica scorsa sul New York Timesè comparso un articolo di Erin Callan, ex direttrice finanziaria di Lehman Brothers, nel quale la 47enne invita le donne a non sprecare tutte le proprie energie per la carriera lavorativa perchè non ne vale la pena e soprattutto non rende la vita migliore.

EQUILIBRIO TRA LAVORO E AFFETTI – Pubblicato con il titolo provocatorio “Is there life after Work?” (C’è una vita oltre il lavoro?), l’articolo è tutto incentrato sul rammarico della Callan per aver perso tanti anni della sua vita a lavorare senza sosta, mettendo in secondo piano gli affetti personali e le piccole gioie quotidiane: «Da quando ho lasciato il lavoro alla Lehman – scrive la donna sul New York Times – ho avuto tutto il tempo per riflettere sulle decisioni che ho preso di proporzionare il tempo dedicato al lavoro con il resto della mia vita. A volte incontro giovani ragazze che dicono di ammirarmi per quello che ho fatto. Ho lavorato duramente per 20 anni e ora posso passare i prossimi 20 anni a fare altre cose. Ma questo non è equilibrio. Non lo auguro a nessuno. Fino a poco tempo fa, pensavo che focalizzarmi sulla carriera fosse la cosa più importante per avere successo. Ma adesso sto cominciando a capire che ho sprecato il meglio della mia vita. Avevo talento, ero intelligente e piena di energia. Non avrei dovuto essere così estrema».

LA CARRIERA – Assunta nel 1995 da Lehman Brothers come consulente fiscale, la Callan ha fatto una rapida carriera nella banca d’affari grazie alla sua esperienza in materia di tassazione dei titoli obbligazionari. L’importante carica di direttore finanziario, ottenuta il 1 dicembre del 2007, è durata appena sei mesi, ma il licenziamento ha permesso alla top manager di non partecipare in prima persona al crollo della potente banca d’affari (i media, però, l’hanno più volte accusata di essere complice della gestione poco trasparente della Lehman Brothers). Dopo una successiva e breve esperienza a Credit Suisse, la Callan ha deciso di tirare i remi in barca. Adesso vive in Florida, si è risposata con un suo amico del liceo che fa il pompiere e sta cercando di avere un figlio, nonostante l’età non sia più quella di una ragazzina. A differenza del passato, ha scelto una vita da reclusa tanto che i quotidiani l’hanno ribattezzata “La Greta Garbo della crisi finanziaria del 2008”: «La cosa più importante – continua la Callan nell’articolo – è che ho perso l’occasione di avere un figlio tutto mio. Oggi ho 47 anni e già sono parecchi anni che con mio marito cerchiamo di aver un bambino con la fecondazione in vitro. Stiamo ancora sperando». La Callan ricorda che per anni ha rinunciato a weekend con gli amici e i propri cari, ha pranzato e cenato tantissime volte davanti al computer e spesso ha passato i suoi compleanni in ufficio. I pochi giorni liberi li trascorreva a dormire, per ricaricare le batterie ed essere pronta per una nuova settimana di lavoro senza sosta: «Come tutte le persone – scrive – avevo relazioni, un marito, gli amici, i parenti, ma a causa del lavoro non ho dato a nessuno il meglio di me. Si sono dovuti accontentare delle briciole».

ATTACCO – L’articolo è stato considerato dalla stampa statunitense un chiaro attacco alle posizioni espresse recentemente da due delle donne in carriera più famose del momento Sheryl Sandberg, oggi numero due di Facebook e Marissa Mayer, Ceo di Yahoo. La prima ha pubblicato proprio in questi giorni “Lean in, Women, Work and the Will to Lead” (in italiano tradotto con il titolo “Facciamoci Avanti”) in cui la top manager spiega perché le donne non raggiungano sul lavoro gli stessi traguardi degli uomini e incita i membri del gentil sesso a lavorare di più e a combattere assieme per conquistare posizioni migliori nel mercato del lavoro americano. La seconda, invece, ha conquistato di recente le prime pagine dei giornali per aver deciso che dal prossimo giugno i suoi dipendenti che beneficiava della possibilità di lavorare da casa saranno costretti a tornare in ufficio. Una vera tragedia per le donne che hanno figli piccoli e non sanno a chi lasciarli. Lo scontro tra l’ex top manager più potente del mondo e le due odierne donne in carriera sta appassionando i media americani. E gli analisti già ci sono divisi tra gli apologeti del lavoro senza sosta e i fautori di una vita dedicata anche ai piaceri quotidiani. In questa interessante diatriba il commento più lucido sembra essere quello di Sheelah Kolhatkar che sulle pagine di Business Week ha tagliato corto: «Per molti secoli è sempre stato l’uomo a lavorare fino a morire. Forse è un perverso trionfo del femminismo che le donne si sentano libere facendo la stessa cosa».

Il vero scandalo è lo stipendio di 300 euro al mese

Qualcuna si scandalizzerà per il solito uso commerciale del corpo femminile, qualcuna penserà che è un’opportunità per guadagnare qualche soldo in più, qualcuna si chiederà perchè la stessa proposta non viene fatta ai bagnini uomini ma la cosa che a noi ha colpito è che lo stipendio di un bagnino è di circa 300 euro al mese: questo è davvero scandaloso! Leggiamo la notizia da Unionesarda.it

Sta suscitando polemiche in Cina un parco di divertimenti acquatico di Guangzhou, la ex Canton, che ha offerto di pagare alle donne bagnino uno stipendio tre volte superiore al normale se accettano di lavorare indossando un succinto bikini.

Lo riferisce lo Shanghai Daily. Alcuni giorni fa su un giornale locale di Guangzhou era apparsa una inserzione del parco che annunciava di stare ricercando personale di sesso femminile dichiarandosi disposto a pagare fino a 10.000 yuan a persona al mese (circa 1200 euro), mettendo però tra le condizioni la disponibilità a lavorare indossando un bikini. Lo stipendio medio di un bagnino è di circa 3000 yuan (poco più di 300 euro) e la maggior parte dei bagnini sono di sesso maschile. Le poche bagnine esistenti indossano un casto costume intero. Molti gli utenti che hanno commentato in rete la notizia. Alcuni, più conservatori, hanno definito “pornografica” l’iniziativa, altri, in tono più giocoso, hanno scritto di non vedere l’ora di essere salvati dalle nuove bagnine. I responsabili del parco hanno fatto sapere che le donne bagnino sono molto poche, per cui per incentivarle occorre pagarle di più. A proposito poi del bikini, hanno detto che “in questo modo sono anche più libere e possono nuotare più velocemente”.

Stiro Amico

Abbiamo già riportato in qualche post precedente i nominativi di alcune ditte italiane che hanno un occhio di riguardo per il loro personale femminile cercando di venire incontro alle loro esigenze (Uomini che pensano al femminile)   ma vogliamo aggiungere alla lista la signora Anna Josè Buttafava che si è meritata il premio FamigliaLavoro con il quale la Regione Lombardia e l’Università Cattolica di Milano premiano da tre anni aziende, pubbliche amministrazioni e organizzazioni non-profit che hanno ideato e messo in pratica progetti che conciliano vita familiare e tempi di lavoro. La signora è proprietaria di tre negozi di parrucchieri, 28 dipendenti, 2 maschi e 26 femmine. Sapendo benissimo cosa significa lavorare fuori e tornare a casa per continuare a lavorare, le viene la brillante di idea di progettare Stiro Amico e lo propone al Dipartimento Famiglia del consiglio dei Ministri.

Il progetto viene approvato e la signora Anna lancia una gara d’appalto tra le stirerie vicine ai suoi saloni e dal settembre 2009 le sue dipendenti hanno a disposizione tre ore alla settimana di stireria. Gratuitamente. ”Sollevare da questo impegno domestico le mamme lavoratrici ha creato più serenità in salone, un maggior interesse per il lavoro ed è diminuito l’assenteismo”.

Da proporre anche per il premio Nobel!!

(Notizia tratta da Le donne e stiro amico)

Uomini che pensano al femminile

Se oggi ci si deve considerare fortunate ad avere un lavoro più o meno stabile, più o meno retribuito, più o meno soddisfacente, più o meno qualsiasi altra cosa vi venga in mente, suscita un pizzico d’invidia apprendere che ci sono alcune aziende in Italia che tengono conto delle esigenze delle loro lavoratrici (che poi siano uomini a dirigere queste aziende e quindi a prendere certe iniziative è un altro paio di maniche).  Ecco l’articolo pubblicato da La RepubblicaD che ci spiega chi sono queste aziende e quali “benefits” hanno istituito per le loro lavoratrici. Sperando non sia solo marketing!!

Uomini che pensano al femminile

UOMINI CHE PENSANO AL FEMMINILE

Quando l’abito non fa….l’avvocato.

E’ proprio vero che l’abito non fa il monaco e nemmeno l’avvocato.

Infatti la signora qui fotografata si chiama Maria Josè Cristerna, 35enne messicana, madre di 4 figli e….avvocato. Si batte in prima linea con la sua associazione per la lotta contro il maltrattamento delle donne. Un look poco ortodosso per un tribunale ma se serve a vincere le cause delle sue assistite ben venga.

Povero Perry Mason, si rivolterà nella tomba!!

La signorina non sorride? Colpa di Pisapia!

Il fascino del presidente Berlusconi stavolta non fa breccia: la scrutatrice del seggio dove si  reca a votare a Milano concede pochi sorrisi e lui glielo fa notare “Lei è sempre poco sorridente”. Non gli sarà venuto il dubbio di esserle un pò indigesto?? Beh, se il dubbio non gli è venuto in quel momento la certezza l’ha avuta quando la signorina ha messo in rete il suo agognato sorriso….ma per la vittoria di Pisapia. Evviva l’ironia!!

Berlusconi e la vendetta della scrutatrice Vince Pisapia e allora sorride