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Parto prematuro, il 17 novembre informazioni e visite gratuite

Una notizia interessante per le future mamme. L’abbiamo trovata su Bussolasanita.it e ve la proponiamo. L’iniziativa è stata promossa dall’Onda in occasione della giornata mondiale del neonato pretermine in collaborazione con gli ospedali dal “Bollino rosa”.

Parto prematuro

Una giornata dedicata all’informazione e alla sensibilizzazione sui temi legati al problema del parto pretermine. L’evento è stato organizzato per il prossimo 17 novembre dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) e prevedrà la possibilità di effettuare consulenze e visite gratuite nei 75 ospedali italiani premiati con il bollino rosa in occasione della giornata mondiale del parto prematuro. Questa certificazione viene assegnate alle strutture che si dimostrano particolarmente vicine ai bisogni e alle esigenze delle donne.

L’obiettivo è contenere il rischio. Quando il parto avviene con anticipo il feto viene esposto a problemi, proporzionalmente più gravi tanto più la nascita avviene in un’epoca prematura. L’open day promosso da Onda serve appunto a informare le donne su come evitare, e se possibile rimuovere, i rischi che possono condurre a nascite pretermine. In alcune strutture sarà anche possibile far visitare bambini nati prematuri. La giornata gode del patrocinio della Società italiana di neonatologia, dell’Associazione Vivere onlus, e del supporto di AbbVie. “In Italia – ha affermato Francesca Merzagora, presidente di Onda – ogni anno nascono circa 50.000 bambini prematuri, esposti al rischio di complicanze a breve e lungo termine, soprattutto infettive, neurologiche e respiratorie e pertanto bisognosi, sin dai primi giorni, di curealtamente specializzate, coordinate da un team multidisciplinare”.

Sul sito di O.N.D.A troverete l’elenco degli ospedali con il bollino rosa

Un luogo in Rete per tutte le donne

Un nuovo nato al femminile in rete: giro di parole per annunciare la nascita di un nuovo sito di e per le donne. La notizia è tratta da DBlog di Repubblica. Un benvenuto anche da parte nostra. 

“Occupare uno spazio pubblico sensibilizzando tutte le donne”.

Un motto, ma anche qualcosa di più.

Rossana Di Fazio e Margherita Marcheselli hanno ideato il sito http://www.enciclopediadelledonne.it/

Il progetto nasce nel 2010 e oggi ha raggiunto mille voci, mille biografie, mille figure di donne scritte da oltre 300 autrici e autori.

“Sentivamo il bisogno di raggiungere il pubblico e non un pubblico ben preciso e determinato. Bisognava fare un salto: l’enciclopedia delle donne vuole raggiungere (anche) chi non è già sensibilizzato come le femministe o chi si occupa dello studio di genere o, per esempio, chi frequenta la libreria delle donne di Milano” racconta Rossana Di Fazio.

Dunque un’enciclopedia per tutti. E finalmente!

Come si costruisce questa enciclopedia? Radunando, illuminando e divulgando la conoscenza. Un progetto che combatte gli stereotipi e che vuole diffondere l’idea della libertà.

Il messaggio dell’Enciclopedia è chiaro – si legge sul sito – divulgare “la conoscenza delle donne in carne e ossa del passato e del presente, al pari dell’esperienza, sgretola le grate di quei pochi, limitati modelli a cui la loro vita (destino, vocazione, intelligenza, desiderio) viene ancora ricondotta, ottusamente certo, ma con un’ostinazione e una potenza (anche una prepotenza) che sorprende”.

E Rossana Di Fazio precisa: “No ai modelli, al modello di donna stereotipata: la tipologia è come un imbuto, se mi maschero di tutti questi ruoli, non sono nessuno di questi ruoli”.

Il femminicidio è un “imbuto” sui discorsi intorno alle donne. L’enciclopedia vuole invece popolare la rete di informazioni anche positive sulle donne. “Non abbiamo paura di raccontare le donne ‘cattive’”.

Ecco la svolta rispetto a molte altre realtà ‘femminili’: popolare la Rete di notizie che non stanno solo nell’idea di vittimizzazione.

Bisogna fare molta attenzione a “non moltiplicare il danno”, raccontando solo un’unica versione della realtà.

“Il femminicidio è una guerra violenta, brutale, sanguinosa” che contribuisce a creare lo stereotipo. “La nostra è una guerra sostenibile”, racconta Rossana.

Un progetto degno di nota: “La signorina Kores e le altre”, una mostra su donne e lavoro negli anni ’50-’70 in una Milano in pieno fermento. L’allestimento è previsto a gennaio 2016 a palazzo Moriggia.

Il tutto grazie (anche) al crowdfunding che ha superato la metà del target…

https://www.limoney.it/projects/214-la-signorina-kores-e-le-altre-una-mostra-su-donne-e-lavoro-negli-anni-50-70

“L’Enciclopedia è una festa, una festa a inviti: chi scrive porta una persona come portasse qualcuno che vale la pena di conoscere”. Auguri, dunque!

Apre a Milano la “Casa delle donne”

Dal Corriere della sera.it riprendiamo la notizia che a Milano apre la Casa delle donne. Di che si tratta? Scopriamolo leggendo l’articolo. 

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Una “Casa delle donne” servirà davvero a Milano? «La città la merita, è un investimento per il futuro. Guardiamo alle esperienze di Roma, Berlino, San Francisco. Non sarà mai un ghetto, ma un luogo di libertà femminile. E la libertà femminile in alcune fasi si costruisce meglio in spazi separati». Nicoletta Gandus, una vita in magistratura, è rappresentante legale, di fatto responsabile, della neonata Casa di via Marsala 8, che sarà aperta per la prima volta al pubblico, dalle 10 alle 18: si potranno visitare gli  800 metri quadrati dell’ex scuola Manzoni messa a disposizione dal Comune, sette aule che dovrebbero trasformarsi in una cittadella pulsante di attività. E ci si potrà tesserare, a partire alla modica cifra di 10 euro. A guidare questa agguerrita associazione che nel 2013 ha già raccolto 420 socie, una sorta di triumvirato molto trasversale: oltre a Nicoletta, Stella Okungbowa, mediatrice culturale nigeriana, e Camilla Notarbartolo, giovane mamma lavoratrice milanese.

«Sarà un luogo aperto, non una casa di associazioni, bensì di singole. Un messaggio che vorremmo arrivasse a tutte le milanesi»

Barbara Mapelli, docente di Pedagogia all’Università degli Studi Milano-Bicocca, fa parte del direttivo di 11 donne. «Una particolare attenzione verrà dedicata alle più giovani, che sono ancora una minoranza. Il femminismo è vivo, vi sono gruppi che possono apparire trasgressivi o avere un linguaggio molto lontano dal nostro… Ma non eravamo così anche noi negli anni Settanta?». E aggiunge:

«Vogliamo fare rete anche con donne di culture differenti che possono incontrare difficoltà a entrare in luoghi pubblici misti»

I progetti sono tanti, dalla biblioteca e mediateca ai laboratori artigianali di sartoria e lavorazione del legno, dal bar caffetteria, una delle garanzie della sopravvivenza economica della Casa, allo sportello degli sportelli, ribattezzato “bussola”, che aiuterà le cittadine a orientarsi fra servizi pubblici e privati. Un programma ambizioso: solo per lo sportello ci vorranno almeno 16 “volontarie”, oltre a computer, database, corsi di formazione. «Soldi per ora non ce ne sono – dice Nicoletta Gandus – ma tra gli 11 gruppi che si sono formati, uno si dedicherà proprio alla ricerca dei fondi, interpellando fondazioni bancarie e private, partecipando al bando del Tavolo Valdese, e così via. E di soldi ne servono davvero tanti, ci vorranno almeno 30 mila all’anno solo per le spese di gestione e le utenze, dal riscaldamento alla connessione Internet».

Le chiavi della casa sono state consegnate il 7 gennaio, ma le riunioni e gli incontri fra i vari gruppi già si susseguono: c’è ad esempio il gruppo “progettazione spazi” con 5 architette, tra cui Maddalena Ferraresi, che ha disegnato quale ipotesi una sorta di corpo di donna con un cuore dedicato all’accoglienza e agli incontri; e poi c’è chi si occupa di comunicazione, di interculturalità, di eventi, di città bene comune, di network internazionali. Spiega ancora Nicoletta:

«L’obiettivo  è diventare un luogo di incontro virtuale e soprattutto fisico fra le associazioni esistenti a Milano; è vero che alcune sono già in costante contatto tra loro, ma ce ne sono una miriade, magari più piccole, che fanno cose bellissime e non comunicano con le altre. E già pensiamo che la palestra nel seminterrato potrà diventare un luogo di assemblee, dibattiti, eventi»

Al progetto della Casa delle donne hanno già dato il loro sostegno 62 associazioni nel mondo, 39 solo a Milano, dall’Alveare alla Libera Università delle donne, dal Cicip & Ciciap (che ha lasciato tutti i suoi arredi, dalla cucina alle pentole) a Usciamo dal silenzio.

Ma gli uomini saranno ammessi? «Nello statuto non c’è una discriminazione di genere – risponde Nicoletta -, potrebbero esserci riunioni miste su temi specifici, in ogni caso non c’è preclusione al loro ingresso, né ad eventuali aiuti economici maschili!». Una storia a lieto fine quella della Casa che comincia a fine 2011 da un’assemblea indetta dalla commissione Pari Opportunità del Comune, prosegue con tre tavoli, la nascita dell’associazione, l’approvazione di uno statuto, l’impegno istituzionale, fra le altre, di Anita Sonego e Lucia Castellano. Trovato lo spazio, nella primavera del 2013 c’è il bando per il comodato a uso gratuito per 3 anni + 3, infine il progetto vittorioso e la firma del contratto con il Comune il 20 dicembre scorso.

Tutto bene dunque? In realtà non sono mancate un po’ di perplessità da parte di chi ha visto nella Casa quasi un “passo indietro” rispetto a un movimento femminista che ha dato vita a pratiche differenti e spesso in contrasto fra loro. Si tratterebbe cioè di un allargamento indifferenziato che avrebbe avuto senso solo 40 anni fa. Non la pensa così Lea Melandri, figura autorevole del femminismo milanese e italiano:

«La vedo come un’iniziativa positiva, collocata nel presente. Ho qualche perplessità solo sulla definizione, “casa delle donne”. E l’avevo anche espressa alle promotrici, di cui ho molto apprezzato l’entusiasmo e l’impegno. La parola “casa” evoca un interno, il luogo dell’esclusione delle donne dalla sfera pubblica. Mi pare in contraddizione con quello che sarà, un luogo aperto di socialità, che potrà essere attraversato sia dalle femministe, sia da tutte le milanesi che vogliono mettere a tema la questione del rapporto con l’uomo»

Via, dunque, al tesseramento in attesa dell’inaugurazione ufficiale, l’8 marzo, con una grande festa, cui hanno dato la loro adesione numerose artiste e attrici, da Angela Finocchiaro, che ha anche fatto uno spot per la Casa, a Lella Costa e Ottavia Piccolo. Insieme per animare l’evento con tante altre, come la regista Serena Sinigaglia, il gruppo Le Brugole, fino alle allieve delle scuole civiche milanesi e alcoro delle ragazze nigeriane.

E voi che cosa ne pensate? Milano ha davvero bisogno di una Casa delle donne? O è un’iniziativa “fuori tempo”?

 

Punto su di te

Segnaliamo la nuova campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Non ancora partita ma già argomento di discussione. Leggiamo cosa scrive L’Espresso  a riguardo. 

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Arriverà a gennaio alle fermate degli autobus di tutta Italia, ma si è già fatta notare. È l’ultima campagna di Pubblicità Progresso contro la violenza sulle donne, intitolata “Punto su di te“. Sui manifesti si trova il ritratto di una ragazza e un messaggio da continuare: “dopo gli studi mi piacerebbe…”, “vorrei che mio marito…”. Sono bastate 48 ore perché i fumetti venissero riempiti dagli insulti più volgari, come mostra un video della stessa Fondazione. «Era il nostro obiettivo», spiega Alberto Contri, presidente di Pubblicità Progresso: «Far capire che la discriminazione è ancora diffusa e radicata nella fascia media della popolazione, che è poi quella che deve cambiare testa rispetto al problema». Un’esca per suscitare gli istinti peggiori. «La campagna vuole dirci: “Guarda, lo schifo in cui le donne devono vivere”», ribatte sul suo blog la semiologa Giovanna Cosenza: «Ma in realtà ripropone – per l’ennesima volta, a sua volta – un ennesimo rituale di degradazione delle donne».
Nei manifesti che arriveranno sui muri a gennaio gli insulti saranno coperti dal logo della campagna e da un invito ad andare sul sito web per trovare strumenti per segnalare le offese (compresi i contenuti violenti che si trovano in Rete), insieme ai contatti di tutte le associazioni che lavorano sul tema. «Non possiamo illuderci di cambiare gli stereotipi con uno spot», commenta Contri: «Per questo invitiamo ad andare oltre». Lo faranno i ragazzi, se la tendenza è invece quella di coprire le donne di commenti volgari? «Sono convinto di sì», risponde Contri: «Anche perché la campagna si farà sentire su più canali. Con concorsi, iniziative nelle scuole e una canzone creata apposta da alcuni autori italiani, che arriverà a un concerto il cui ricavato andrà in borse di studio per ragazze». L’Espresso pubblica ora in anteprima alcuni scatti che saranno censurati nella campagna ufficiale perché troppo volgari, ma che rendono bene l’idea di quello che il progetto vuole raccontare. Ovvero quanto sia semplice e spontaneo, per troppi, prendere un pennarello e insultare le donne.di Francesca Sironi

La donna e la salute mentale. A Campodarsego in provincia di Padova.

Segnaliamo per le amiche e gli amici della provincia di Padova due appuntamenti interessanti, in occasione della Giornata Mondiale sulla Salute Mentale, il 10 ottobre: Le donne e la salute mentale. Questo il programma:ImmagineA

Donne, numero verde anti-violenza: chiamate in aumento.

Una notizia che riguarda le donne della provincia di Padova, tratta dal Mattino di Padova

ImmagineRaddoppiano gli strumenti a favore delle donne contro la violenza domestica grazie ad un nuovo numero verde per chiedere aiuto e l’apertura di un centro per l’accoglienza nella bassa padovana. Sarà attiva da lunedì la nuova linea telefonica messa a disposizione dal Centro Veneto Progetti Donna per tutte le padovane che hanno bisogno di aiuto e assistenza per uscire da una situazione familiare difficile o costellata di violenze. Il numero 800 81 46 81 si affianca così al 1522 che risponde alle emergenze a livello nazionale.

«È un contatto vicino alla realtà del territorio» spiega la responsabile del centro Cristina Bastianello, «un’esigenza maturata a partire dalla tendenza che stiamo registrando. Durante lo scorso anno ci hanno contattato 375 donne provenienti da tutta la provincia. Solo nei primi mesi di quest’anno sono già 324». Una vera e propria escalation che significa però che le donne iniziano ad uscire dall’isolamento. Secondo i dati Istat, infatti, solo il 7% denuncia situazioni di violenza in casa.

Per dare una risposta più capillare alle emergenze in rosa, vicende delle quali fanno spesso le spese i figli piccoli, anche Este ha deciso di dotarsi di un centro antiviolenza che si affianca a quello già esistente a Padova. La nuova struttura verrà inaugurata venerdi 21 giugno 2013 alle 19.30 nella sede dell’Accademia dell’Artigianato Artistico di via Francesconi. «Un luogo bello, perché l’accoglienza è anche questo» spiega il sindaco Giancarlo Piva. A seguire, alle 21, ci sarà il concerto dell’Orchestra d’archi del centro universitario diretta dal maestro Pietro Toso.

 

Per un futuro senza fame

Un’iniziativa che appoggiamo con piacere.   

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Palestina, Sudafrica, Cambogia: il lavoro di Oxfam Italia con e per le donne. Le loro voci, le loro storie. Alle quali potrai dare tu un lieto fine. Oxfam Italia lancia la campagna di raccolta fondi Per un futuro senza fame. Dal 14 maggio al 2 giugno 2013, tramite sms solidale (o rete fissa) al 45505, si potranno donare 2 euro. I fondi raccolti saranno destinati a migliorare le condizioni di vita delle donne e delle loro comunità, il loro accesso alle risorse, al credito e ai diritti fondamentali come la salute.

OXFAMITALIA.ORG

Contro la violenza sulle donne, le iniziative a Gragnano in provincia di Napoli.

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Dal 29 aprile presso la Scuola Scuola Secondaria di primo grado “Renato Fucini” di Gragnano in Campania è possibile visitare una mostra che comprende 10 gigantografie di donne che si sono distinte in diversi ambiti.
Abbiamo inoltre creato uno spazio su cui i ragazzi possano scrivere il loro NO ALLA VIOLENZA.
Il progetto continuerà con un dibattito sul tema.
E’ nostro intento sensibilizzare l’opinione dei giovani studenti, ciò però deve essere un investimento non occasionale, ma continuativo di risorse materiali e di energie umane in attività di promozione culturale. Occorre promuovere una cultura del rispetto che permetta la tutela delle donne vittime di violenza e discriminazioni.
La mostra è stata curata da Fausto Fiato e Carolina Buonocore.
Il manifesto è a cura di Valentina D’Anna Valentina Diddolo
In esposizione anche due foto di Valentina Turci

Ringraziamo la Preside Immacolata Perrella per la sensibilità e collaborazione mostrata; un ringraziamento speciale anche alla prof. Mariarosaria Tortoriello, socia Fidapa,per l’attenzione rivolta.

Di seguito il link del video “Spazza la catena: il nostro no alla violenza”
http://www.youtube.com/watch?v=V4Axg6uRcGY

“Spezziamo la catena: il nostro no alla violenza” da Gragnano (NA)

Il Centro Giovani S.Caterina di Gragnano (Na) ci informa che ha promosso un’iniziativa di sensibilizzazione sul tema della violenza contro la donna. Il progetto prende il nome di “Spezziamo la catena:il nostro no alla violenza” e si divide in due parti.

La prima parte consiste in un video in cui ogni partecipante ha espresso con una frase il suo no alla violenza.

La seconda parte del progetto prevede l’allestimento di una mostra d’arte collettiva presso la Scuola Scuola Secondaria di primo grado ”Renato Fucini”. In particolar modo sarà esposta un’ installazione artistica.

Un’opera d’arte che affronti il tema della violenza sulla donna e su cui gli alunni siano liberi di scrivere i propri pensieri ,ovviamente questo ha previsto il coinvolgimento dei docenti.
Intento del progetto quello di sensibilizzare l’opinione dei giovani studenti,  un investimento non occasionale ma continuativo di risorse materiali e di energie umane in attività di promozione culturale. Occorre promuovere una cultura del rispetto che permetta la tutela delle donne vittime di violenza e discriminazioni.
La mostra sarà aperta il giorno 29 aprile.

Un piccolo progetto ma un grande rifiuto della violenza e delle discriminazioni, utilizzando come unica “arma” la cultura l’unica capace di creare gli anticorpi per combattere questo virus.

Questo è il link che permette di visualizzare il video realizzato.
http://www.youtube.com/watch?v=V4Axg6uRcGY
Ringraziamo Marianna Esposito – Presidente del Centro Giovani S.Caterina,Gragnano che ci ha fornito dettagli su questa iniziativa.

8 marzo: giornata delle donne all’insegna di salute e prevenzione

Tratto da ANSA.ITImageLa Festa della donna 2013 sara’, anche, all’insegna della prevenzione e della difesa della salute. Si moltiplicano, infatti, in occasione del prossimo 8 marzo, le iniziative in tutta Italia dedicate al benessere femminile: dalle visite ginecologiche corredate da pap test a quelle per la tiroide, dalle consulenze endocrinologiche a quelle psicologiche, passando per il controllo dei nei, del colesterolo e della glicemia e la prevenzione dell’osteoporosi.

In molti casi e’ possibile effettuare questi esami a costo zero (o quasi) ed e’ sufficiente la prenotazione.

Ecco una ‘mappa’ dei principali appuntamenti dal Nord al Sud:

– VISITE SENOLOGICHE E MAMMOGRAFIE: a Milano l’Andos (Associazione nazionale donne operate al seno) ha messo in atto un’iniziativa in collaborazione con diverse strutture ospedaliere per visite senologiche gratuite dal 4 all’8 marzo. A Monza, l’Associazione Salute donna onlus in collaborazione con gli Istituti clinici Zucchi e il Cam (Centro analisi di Monza) organizza venerdi’ 8 marzo visite senologiche ed eventuali esami mammografici ed ecografici gratuiti. A Lecco, l’azienda ospedaliera della Provincia organizza in collaborazione con la Lilt presso il centro commerciale Le Meridiane il 5 e il 6 marzo visite senologiche (dalle 9.30 alle 12.30) e corsi di autopalpazione mammaria per ragazze dai 18 ai 25 anni. In provincia di Brescia, all’ospedale di Desenzano del Garda, l’8 marzo visite senologiche ed ecografia mammaria gratuita dalle 9 alle 13. A Viterbo, fino al 4 luglio, arriva in diverse zone della citta’ l’unita’ mobile di mammografia messa a disposizione dalla Ausl in collaborazione con l’amministrazione comunale.

– VISITE GINECOLOGHE E PAP TEST: all’Ospedale San Camillo di Roma un vero e proprio pacchetto prevenzione per donne dai 40 ai 60 anni, con mammografie, visite senologiche e ginecologiche, pap test e test dell’Hpv. A partire da oggi su prenotazione. La Anvolt (Associazione nazionale volontari lotta contro i tumori) organizza in 20 citta’ italiane dall’8 al 10 marzo visite ginecologiche (ma anche senologiche, pap test e ecografie) in cambio di un’offerta volontaria (per informazioni http://www.anvolt.org). L’Aied (Associazione italiana per l’educazione demografica) offre a Napoli l’8 marzo un Open Day di prevenzione, con visite ginecologiche, senologiche e pap test.

– VISITE TIROIDE E CONSULENZE ENDOCRINOLOGICHE: l’8 e il 9 marzo e il 15 e il 16 dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 presso il distretto Asl a Scandicci (Fi), in collaborazione con Fondazione Ant Italia Onlus, 120 visite gratuite alla tiroide da prenotare fino al 6 marzo. L’Aied di Napoli offre consulenze endrocrinologiche venerdi’ 8 marzo.

– OSTEOPOROSI: il gruppo Gvm care&research offre venerdi’ 8 marzo dalle 10 alle 19.30 screening gratuiti per l’osteoporosi in cinque regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia). Per informazioni http://www.gvmnet.it.

– CONSULENZE PSICOLOGICHE: ad offrirle e’ l’Aied di Napoli.