Donne incinte e smog: ancora uno studio sui rischi dell’esposizione

Certi studi sono sicuramente interessanti e utili solo che, come in questo caso, dopo aver letto le conclusioni ci chiediamo: cosa possono fare le donne incinte? Sigillarsi in casa? Questo l’articolo tratto da Ecodallecittè.it

Donne incinte e smog: ancora uno studio sui rischi dell'esposizione

Se si vive in aree di forte smog, respirare potrebbe essere tossico quanto fumare per una donna incinta, aumentando le probabilità di sviluppare malattie ipertensive. A sostenerlo, i ricercatori dell’Università della Florida. Lo studio e alcune considerazioni

Gli studi sullo smog e le sue conseguenze sulla salute si rincorrono ormai a ritmi frenetici. Non passa settimana senza che i giornali parlino di una nuova ricerca, dai risultati tendenzialmente catastrofici. Il problema è che spesso l’allarme è fondato. Ma questa volta?

In questo caso l’università in questione è quella della Florida, e l’articolo pubblicato dai ricercatori riguarda uno studio sulla correlazione fra esposizione ad alti livelli di inquinanti e possibilità di contrarre malattie durante la gravidanza. 

Al centro dell’analisi, monossido di carbonio e biossido di zolfo, responsabili di un considerevole aumento del rischio di sviluppare aumenti improvviso della pressione sanguigna, come nel caso della preclampsia, patologia che può presentarsi dopo la ventesima settimana e che, se non adeguatamente monitorata, può portare a conseguenze molto gravi: distacco della placenta, insufficienza renale acuta, edema polmonare, emorragia cerebrale e convulsioni.

Lo studio è stato condotto su oltre ventimila donne, seguite durante l’intero periodo della gravidanza, e i dati sono stati messi a confronto con i livelli di inquinanti registrati dall’EPA nello stesso periodo. Dai dati emersi, è risultato che il 4,7% del campione aveva sviluppato una qualche malattia ipertensiva durante la gravidanza,attribuibile all’esposizione agli inquinanti atmosferici durante i primi sei mesi di gravidanza. 

Sono dati da tenere in considerazione, come è logico. Se gli inquinanti sono dannosi per la salute in qualunque essere umano, a maggior ragione lo sono per le donne in gravidanza, una fase della vita in cui andrebbero limitati al massimo gli agenti esterni dannosi per l’organismo. Ma nel caso della preeclampsia è bene ricordare che ne soffre in media l’1% della popolazione in Italia, mentre negli Stati Uniti il valore sale al 5%, come confermato dallo studio, e indipendentemente da quali siano le cause. 

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