Uomo-donna, il divario dei redditi continua anche in pensione: 14mila l’anno contro 8.500 (-40%)

Poteva essere diversamente?? Leggete quanto pubblicato sul Il sole 24 ore

Le donne si confermano più longeve degli uomini. Ma l’importo dell’assegno pensionistico resta comunque inferiore, e di molto, rispetto a quello dei pensionati uomini. Nel 2010, ha evidenziato l’Istat (su dati Inps), le donne, pur rappresentando il 53% dei pensionati totali (8,8 milioni su 16,7 milioni complessivi) e più della metà delle pensioni, percepiscono solo il 44% degli oltre 258 miliardi di euro erogati. Mentre il restante 56% è destinato agli uomini. E ciò si riflette, gioco forza, sull’importo medio annuo delle prestazioni: per gli uomini si viaggia a quota 14.001 euro, contro gli 8.469 euro delle donne (e cioè oltre il 35% in meno). Le disuguaglianze più marcate si osservano tra le regioni del Nord, sia con riferimento agli importi medi delle singole prestazioni sia in relazione al reddito pensionistico dei beneficiari.

Lo studio evidenzia poi come oltre la metà (il 54,8%, per la precisione) delle donne percepisce meno di mille euro al mese, contro un terzo (34,9%) degli uomini. La differenza, ancora, tra uomini e donne in termini di importo medio delle pensioni – 14.001 euro per gli uomini e 8.469 euro per le donne – si riflette anche nella distribuzione del reddito pensionistico medio, pari a 18.435 euro per gli uomini e a 12.840 euro per le donne. Mentre il numero degli uomini (597mila unità) che percepiscono un reddito pensionistico mensile pari o superiore ai 3mila euro è di oltre tre volte più elevato di quello delle donne, ferme invece a quota 180mila.

Complessivamente, ricorda la ricerca, la spesa per le pensioni erogate agli uomini è stata, nel 2010, pari al 9,33% del Pil, ed è ovviamente maggiore di quella per i trattamenti erogati alle donne (7,32 per cento). Nel tempo, all’andamento crescente della spesa complessiva sì è inoltre accompagnata una crescita del divario tra uomini e donne (con la sola eccezione dell’anno 2008): per gli uomini dall’8,08% del 2000 si è, infatti, passati al 9,33% del 2010, per le donne dal 6,52% al 7,32 per cento.

Da segnalare, infine, come analizzando i beneficiari di pensione per genere e classe di età, l’Istat abbia evidenziato come le donne siano di gran lunga più presenti nelle classi di età più elevate, coerentemente con la più elevata speranza di vita che caratterizza il genere femminile: il 27,3% delle pensionate ha più di 80 anni, contro il 16,7% dei pensionati. In entrambi i casi, comunque, la classe di età in cui si concentra la maggior parte dei beneficiari è quella compresa tra i 70 e 79 anni, in cui ricadono 2.572.199 pensionati (pari al 32,7%) e 2.817.084 pensionate (pari al 31,8%). La classe di età in cui si riscontrano le maggiori differenze di genere rispetto all’importo medio delle pensioni e dei redditi pensionistici è quella tra i 60 ed i 64 anni: il reddito medio delle donne è pari al 62% di quello degli uomini (13.788 euro a fronte di 22.356 euro) e l’importo medio delle pensioni è il 59% di quello tipico dei maschi (11.400 euro contro 19.363 euro).

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