Donne saudite per la prima volta ai Giochi Olimpici

Paese che vai ecc. ecc. Forse per noi è una conquista insignificante, forse per le donne saudite è un primo passo verso un’apertura più ampia. La notizia è tratta dal Corriere.it

 

L’Arabia Saudita, dove l’attività sportiva femminile in pubblico è vietata, consentirà per la prima volta alle donne di partecipare alle Olimpiadi. Lo ha annunciato l’ambasciata saudita a Londra.
Il compitato Olimpico Saudita», si legge nella nota, «supervisionerà la partecipazioni delle atlete che sono in grado di qualificarsi». Il tema dello sport femminile rimane uno di quelli estremamente «sensibili» nel regno wahabita ultra-conservatore, dove alle donne non è consentito neanche di guidare e dove le autorità, nel 2009 e 2010, chiusero le palestre private per donne.

ABBIGLIAMENTO «DIGNITOSO» – Quando mancano poche settimane all’appuntamento di Londra 2012, il Comitato olimpico saudita ha fatto sapere che l’unica donna che rientra negli standard olimpici è la campionessa di equitazione Dalma Rushdi Malhas, un’amazzone neanche ventenne. Ma poi ha aggiunto che potrebbe esserci l’opportunità anche per altre di gareggiare e che in tal caso, saranno vestite in modo tale da «preservare la loro dignità».

COLLOQUI RISERVATI – Secondo quanto riporta la Bbc online, nelle ultime settimane si sono svolti colloqui riservati a Gedda che hanno portato a metà giugno a un accordo tra il re Abdullah, il principe ereditario, il ministro degli Esteri, le autorità religiose e il gran mufti, per consentire alle donne di partecipare. «È un argomento molto delicato», ha spiegato alla Bbc un alto funzionario saudita, «il re Abdullah sta tentando di avviare una riforma in modo impercettibile, cercando di trovare il giusto equilibrio tra l’andare troppo veloce o troppo piano».
L’Arabia Saudita, il Qatar e il Brunei sono gli unici tre Paesi che non hanno mai mandato atlete alle Olimpiadi, ma il Qatar ha già annunciato che invierà un team di tre donne a Londra.

IL DIVIETO – In realtà, le donne possono praticare lo sport in tutti i paesi musulmani e arabi e partecipare alle competizioni sportive, se sostenute dai loro governi, tranne che in Arabia Saudita. Il divieto nasce, probabilmente, da una visione molto conservatrice dell’Islam saudita che impone alle donne di coprirsi e vieta a entrambi i sessi di confondersi negli stessi ambienti.

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