Strage femminile causa la dote inadeguata

Una notizia che la dice lunga sulla qualità della vita delle donne:  questa arriva dall’India. L’abbiamo tratta dal Gazzettino.

  Si chiama «dowry death» (morte a causa delle dote) e ogni anno, in India, uccide quasi una donna ogni ora. Un cancro che nessuna legge è riuscito a estirpare e che, al contrario, nell’ultimo decennio, ha moltiplicato le sue metastasi. Nel Duemila, le vittime di una dote deludente erano circa settemila, nel 2010, la cifra è arrivata A quota ottomilaquattrocento.


Spesso, lo sposo e i suoi familiari, non finiscono nemmeno davanti alla giustizia. 
Il loro furore si scatena perché la dote pattuita al momento di concordare il matrimonio, non si rivela tale. Davanti alla dote reale vanno in fumo progetti e sogni e si materializza la violenza più cieca. Per capire quanto cieca, basta leggere uno degli articoli del codice penale, rivisto nel 1986, per cercare di arginare il fenomeno, che inquadra così il reato: «Quando la morte di una donna è causata da scottature o da ferite corporali, o quando si verifica in circostanze anomale nei sette anni che seguono il matrimonio e quando è provato che, poco prima della morte, la vittima è stata oggetto di atti crudeli o di molestie da parte del marito o della famiglia del marito, in relazione con una richiesta di dote».

La maggior parte delle morti, spesso denunciate come suicidi, avviene a causa di bruciature. Negli archivi della polizia ci sono archiviati migliaia di «incidenti di cucina» in cui, stranamente, a rimanere vittima è solo la moglie: mai che ci vada di mezzo la madre dello sposo, una cugina e via dicendo. A causa della precocità dei matrimoni, le vittime sono giovanissime: la maggior parte ha tra i 18 e i 26 anni.

Nonostante negli ultimi anni, alcune organizzazioni per la difesa della donna abbiano portato avanti un eccellente lavoro
 per portare a galla l’agghiacciante fenomeno, la società indiana, continua a «difendere» la pratica. E se prima la difesa arrivava più per questioni di cultura, tradizioni, peso del patriarcato, oggi la vendetta scatta perché il matrimonio è divenuto semplicemente sinonimo di denaro facile. Eppure risale addirittura al 1961 la legge che proibisce la «morte per la dote». Cinquanta anni trascorsi senza un importante impatto sulla società. Soprattutto negli stati del nord, tradizionalmente più colpiti: Uttar Pradesh, Rajastan, Madhya Pradesh e Punjab.

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